Vi è una realtà situata fuori del mondo, vale a dire dello spazio e del tempo, fuori dell’universo mentale dell’uomo e di tutto ciò che le facoltà umane possono cogliere.
A questa realtà corrisponde, al centro del cuore umano, l’esigenza di un bene assoluto che sempre vi abita e non trova mai alcun oggetto in questo mondo.
Essa, quaggiù, è resa manifesta dalle assurdità, dalle contraddizioni insanabili, contro le quali urta sempre il pensiero umano quando si muove esclusivamente in questo mondo.
Come la realtà di questo mondo è l’unico fondamento dei fatti, così l’altra realtà è l’unico fondamento del bene.
È unicamente da essa che discende in questo mondo tutto il bene suscettibile di esistere, ogni bellezza, ogni verità, ogni giustizia, ogni legittimità ogni ordine, ogni subordinazione del comportamento umano a degli obblighi.
Il solo intermediario attraverso cui il bene può discenderà da essa in mezzo agli uomini, che mantengono la propria attenzione e il propio amore orientati verso quella realtà.
Quantunque essa si trovi fuori della portata di tutte le facoltà umane, l’uomo ha il potere di rivolgerle la propia attenzione e il propio amore.
Mai nulla autorizza a supporre che un uomo, chiunque egli sia, possa essere privato di questo potere.
Questo potere non ha nessuna realtà quaggiù, se non in quanto è esercitato.
L’unica condizione, perché sia esercitato, è il consenso.
Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano
Simone Weil