Il cielo, gli uomini, gli dei

Il cielo, gli uomini, gli dei

  “ Noi uomini siam tutti cosí uniti per natura al cielo a agli dèi che in esso appaiono che, se si immagina la presenza di un altro dio, lo si fa abitare in cielo, non per separarlo dalla terra, ma per collocare per cosí dire il sovrano di tutto in quel luogo più onorevole, nella convinzione che egli osservi dall’alto le vicende terrene. […]

 

Che interesse ho io a citare qui come miei testimoni Greci ed Ebrei? Non c’è nessuno che quando prega non alza le mani al cielo; se poi giura per un dio o per gli dèi, se insomma rivolge il suo pensiero alla divinità, egli ha il cielo come punto di riferimento.

Ed è logico. Tutti vedono infatti che tutto ciò che è nel cielo non diminuisce né cresce, non si trasforma né è soggetto a disordine, ma si muove di moto armonico in un ordine ben proporzionato, che le fasi della luna sono regolari e che il sorgere e il tramontare del sole si verificano sempre in tempi determinati, e di conseguenza hanno considerato il cielo dio o trono di dio.”

FLAVIO CLAUDIO GIULIANO IMPERATORE (330 – 363, imperatore dal 361), “Contra Galilaeos”.

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