Un tempo pensavo e credevo che reagire fosse una giusta azione a fronte di ciò che ritenevo un sopruso o ingiusto. Il risultato non era mai soddisfacente, quasi mai si raggiungeva un risultato, l’astio e la rabbia impedivano sia a me che al mio avversario una completa presa di coscienza e portare alla eliminazione della causa del conflitto. Ho imparato col tempo a lasciar andare, a non dare soddisfazione. Lasciare al “provocatore” tutta la responsabilità della sua azione.